Come procedo, passaggio per passaggio
Le tecniche che seguo in cucina, una per una
Dal calcolo delle quantità al taglio, fino ai mesi di riposo: ogni passaggio così come lo faccio io, con le temperature che misuro e i punti in cui mi fermo.
Le ho messe nell’ordine in cui le affronto davvero: prima i conti, poi la pentola, poi lo stampo e infine l’attesa. In mezzo ci sono i miei errori, che valgono più dei risultati riusciti.
- 01 Come scelgo le quantità senza inventarmele Uso tabelle e calcolatori già pronti, controllo due volte i grammi di soda richiesti e poi ricopio i numeri sul quaderno prima di iniziare.
- 02 A che temperatura unisco olio e liscivia Uno accanto all’altra intorno ai 45 °C, non di più. Ho versato la soda a 70 °C una sola volta: la massa è partita da sé e ho buttato tutto.
- 03 Il nastro, ovvero quando smetto di mescolare Cerco la scia che resta in superficie per un secondo. Se mescolo oltre, arrivo in stampo prima, ma poi devo tagliare quasi subito.
- 04 Il quaderno su cui segno ogni infornata Pesi, temperature, giorno in cui ho sformato e quanto ci ha messo a indurire. Senza queste quattro righe non riesco a capire cosa ho sbagliato.
- 05 Preparare lo stampo prima che serva Un tempo lo foderavo quando l’impasto era già pronto. Adesso lo fodero prima e lo appoggio in piano: al nastro ho altro da fare.
- 06 Sformare e tagliare senza sbriciolare il panetto Aspetto dalle 24 alle 48 ore e poi uso un filo sottile tirato dritto. Col coltello ho lasciato mezza saponetta attaccata alla lama, due volte.
- 07 La stagionatura: quante settimane aspetto Quattro come minimo, sei quando ci sono molti grassi morbidi. So che si può accorciare, ma le mie saponette non hanno mai fretta.
- 08 Le griglie su cui le lascio asciugare Su una griglia di legno, in corridoio, lontano dal forno e dalla luce diretta. Serve aria intorno, non sopra: impilate restano morbide e si segnano.
- 09 Con l’acqua dura di Perugia cosa cambia Circa 30 °f di durezza e il calcare si sente anche sulle mani. Non ho numeri da dare, solo impressioni di lavaggi fatti e rifatti.
- 10 Aggiungere i colori, un cucchiaino alla volta Divido la pasta in due ciotole e ne coloro metà. Le mie sfumature non vengono mai uniformi e a un certo punto ho smesso di pretenderlo.
- 11 A che punto aggiungo il profumo Al nastro, con la pentola ormai tiepida. Se la pasta scotta, una parte dell’odore se ne va prima ancora di arrivare nello stampo, e lo noto subito.
- 12 Sciogliere la soda: la sequenza che non sbaglio Soda nell’acqua, sempre, con i vapori verso la cappa e un cucchiaino di acciaio. Il barattolo si richiude subito dopo il prelievo, che peso per prima.
- 13 La prova della lingua e quando mollo tutto Punge quando qualcosa non quadra: non ingoio, sputo e sciacquo. Se dopo giorni punge ancora, la saponetta finisce nella spazzatura senza discussioni.
- 14 L’olio che risale in superficie Mi è capitato col sapone di sola oliva, messo nello stampo troppo liquido. Da allora aspetto il nastro vero, anche se vuol dire un’ora di mescolate.
- 15 Saponette molli che si segnano con le dita Due mesi di stagionatura non sono bastati al mio primo sapone di sola oliva. Ho aggiunto cocco e ricominciato a contare le settimane.














