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Oli e grassi
Quello che ho imparato pesando oli in cucina: il sapone di sola oliva resta tenero per mesi, il cocco lo indurisce e mi mette fretta.
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Il primo sapone della mia vita era di solo olio di oliva, ed è stato anche il più deludente: si sformava a fatica, la lama rimaneva impastata e dopo due mesi sul ripiano la saponetta si schiacciava ancora sotto il dito. Da lì ho cominciato a cambiare le percentuali e a tenere una quota di grassi duri in ogni ricetta.
Qua dentro ci sono i singoli oli e burri che passo regolarmente dalla bilancia, con quello che combinano al nastro e al tempo di indurimento. Niente teoria: solo grammi, odori e risultati venuti bene o male, con la data scritta sul quaderno. Non ho studiato chimica e non so spiegare il perché di una reazione, ma so riconoscere quando una pasta si addensa troppo in fretta e quando non parte per niente.
Gli articoli di questo argomento
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L’olio di oliva e il mio primo sapone molle
Da solo dà un panetto tenero che dopo due mesi si schiaccia ancora con il dito. Da quanto ho capito pesandolo, non va mai da solo.
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Olio di cocco: la saponetta che finalmente indurisce
A piccole dosi compatta il sapone e lo rende schiumoso; passata una certa soglia il nastro arriva prima che io abbia finito di versare.
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Burro di karité, la mia quota di grassi duri
Lo sciolgo a bagnomaria e poi corro: si rapprende appena si raffredda. Se aspetto troppo, ritrovo grumi che non si sciolgono più.
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Olio di girasole: economo, ma lo tengo d’occhio
Costa poco e rallenta il nastro, due cose comode. In compenso una mia saponetta ha cambiato odore dopo qualche mese, e non mi fido più.



