Chi sono

Chi sono

Giulia Ferraro, nata nel 1979, una segretaria di scuola media a Perugia che la sera fa il sapone in cucina e tiene il conto dei propri errori.

Mi chiamo Giulia Ferraro, sono nata nel 1979 e vivo a Perugia. Di lavoro faccio la segretaria amministrativa in una scuola media: protocollo, circolari, registri. Non ho studiato chimica e non ho nessun attestato che riguardi la cosmetica. Quello che trovate su questo sito nasce da una cucina normale, da una bilancia da un grammo e da una lunga serie di prove finite male.

Il mio armamentario è tutto qui: una pentola di acciaio comprata nel 2017, che non uso più per la pasta, una bilancia da cucina con precisione di 1 g, tre o quattro stampi di silicone e un termometro a infrarossi. Nessuno di questi oggetti è professionale, nessuno viene da un laboratorio. Uso anche carta da forno, cucchiai di acciaio e contenitori riciclati quando faccio una prova piccola.

La cucina in cui lavoro ha una finestra a nord. D’inverno ci stanno sui 16 °C quando il riscaldamento è basso, d’estate si superano i 30 °C e il sapone nello stampo resta caldo per ore. L’acqua del rubinetto di Perugia è dura, intorno ai 30 °f: il calcare si vede sul lavello e dopo essersi lavati resta quella sensazione di pelle che tira.

I disastri li pubblico tutti. Ho versato la liscivia ancora a 70 °C sugli oli e la massa si è rappresa in pentola in una manciata di secondi. Ho usato un vasetto di yogurt come stampo e la saponetta è uscita piegata per sempre. Ho fatto un sapone di solo olio di oliva che dopo due mesi si schiacciava ancora con il dito e lasciava la lama impastata.

Non sono una persona qualificata e non parlo di pelle, irritazioni o salute: quando si esce dalla pentola e dalla bilancia, mi fermo. Per il resto rispondo volentieri alle mail, purché si parli di grammi, gradi e tempi.

Cosa trovo in questa cucina

  • Nome e anno di nascita: Giulia Ferraro, 1979; vivo a Perugia, in Umbria.
  • Lavoro: segretaria amministrativa in una scuola media, nessun legame con il mondo della cosmetica.
  • Attrezzatura: una pentola di acciaio del 2017, una bilancia da cucina con precisione di 1 g, alcuni stampi di silicone e un termometro a infrarossi.
  • Condizioni di casa: cucina con finestra a nord, 16 °C d’inverno e oltre 30 °C d’estate.
  • Acqua del rubinetto di Perugia: circa 30 °f, molto dura, lascia il segno del calcare su lavello e pentole.
  • Tutto è pesato in grammi e annotato su un quaderno: pesi, temperature, data di sformatura e quanto ci mette a indurire.
  • Le soglie: niente formule inventate, niente promesse sulla pelle e niente consigli su salute o irritazioni.